Responsabilità penale in materia di sicurezza sul lavoro
D.Lgs. 81/2008 : perché oggi nessuna impresa può ignorarlo
Lo Studio Legale Crispino offre assistenza e difesa nei procedimenti penali riguardanti violazioni della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, infortuni gravi, incidenti mortali e malattie professionali.
L’attività è rivolta a datori di lavoro, dirigenti, preposti, responsabili del servizio di prevenzione e protezione, committenti e altre figure coinvolte nell’organizzazione della sicurezza. Lo Studio assiste, inoltre, i lavoratori infortunati e i familiari delle vittime nella tutela dei loro diritti all’interno del procedimento penale.
La materia è disciplinata principalmente dal D.Lgs. 81/2008 e richiede l’esame congiunto della struttura aziendale, dei poteri effettivamente esercitati, della valutazione dei rischi, delle procedure operative e della concreta dinamica dell’infortunio.
Lo Studio ha sede a Casoria e presta assistenza a Napoli e presso gli uffici giudiziari competenti sul territorio nazionale.
Cosa accade dopo un infortunio grave?
Dopo un infortunio possono intervenire la Procura della Repubblica, la Polizia giudiziaria, i servizi di prevenzione delle ASL e l’Ispettorato del lavoro.
Le attività possono comprendere:
- sopralluoghi e rilievi;
- sequestro di macchinari o aree di lavoro;
- acquisizione del DVR, dei piani di sicurezza e delle procedure;
- verifica della formazione e dell’addestramento;
- esame delle deleghe e dell’organigramma aziendale;
- audizione dei lavoratori e delle figure della prevenzione;
- consulenze tecniche sulla dinamica dell’evento;
- iscrizione nel registro delle notizie di reato dei soggetti ritenuti coinvolti.
L’assistenza tempestivaconsente di nominare consulenti tecnici, partecipare agli accertamenti irripetibili, conservare correttamente la documentazione e ricostruire la distribuzione effettiva dei poteri e delle responsabilità.

Omicidio colposo e lesioni colpose sul lavoro
Quando dallaviolazione della normativa antinfortunisticaderiva la morte del lavoratore, può essere contestato il reato diomicidio colposo aggravatodalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni, previsto dall’art.589 c.p.
Se l’infortunio provoca una lesione, può invece trovare applicazione l’art.590 c.p.La gravità della contestazione dipende dalla durata della malattia e dalle conseguenze temporanee o permanenti riportate dalla persona offesa.
Anche in assenza di un infortunio, alcune violazioni delD.Lgs. 81/2008costituiscono autonome contravvenzioni, punite, a seconda dei casi, con l’arresto o con l’ammenda.
Chi può rispondere penalmente di un infortunio?
Le responsabilità possono coinvolgere diversi soggetti:
- il datore di lavoro;
- il dirigente;
- il preposto;
- il delegato alla sicurezza;
- il responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
- il medico competente;
- il committente e il responsabile dei lavori;
- il coordinatore per la progettazione o per l’esecuzione;
- l’appaltatore e il subappaltatore;
- chi esercita concretamente poteri direttivi, anche in assenza di una formale investitura.
Non tutte queste figure rispondono automaticamente del medesimo evento. Occorre ricostruire le rispettive aree di competenza e verificare quale rischio ciascun soggetto fosse tenuto a prevenire.
Documento di valutazione dei rischi
La valutazione di tutti i rischi e l’elaborazione del documento di valutazione dei rischi costituiscono obblighi non delegabili del datore di lavoro.
Il DVR non deve rappresentare un adempimento meramente formale. Deve individuare i pericoli concretamente presenti, le mansioni esposte, le misure di prevenzione, i dispositivi di protezione e le procedure attraverso le quali tali misure devono essere attuate.
Il documento deve essere aggiornato quando intervengono modifiche nell’organizzazione o nel processo produttivo, quando l’evoluzione tecnica rende disponibili misure più efficaci oppure quando infortuni significativi dimostrano l’inadeguatezza della precedente valutazione.
La Cassazione, con la sentenza n. 10461 del 17 marzo 2025, ha ribadito che la nomina di un preposto non esonera il datore di lavoro quando l’infortunio derivi da un’inadeguata analisi del rischio o dall’inidoneità delle misure individuate nel DVR.Cass. pen., sez. IV, n. 10461/2025.
Delega di funzioni in materia di sicurezza
La delega di funzioni può trasferire specifici obblighi prevenzionistici, ma produce effetti soltanto quando rispetta le condizioni previste dall’art. 16 del D.Lgs. 81/2008.
La delega deve:
- risultare da un atto scritto con data certa;
- individuare chiaramente le funzioni trasferite;
- essere conferita a un soggetto professionalmente competente;
- attribuire effettivi poteri di organizzazione, gestione e controllo;
- riconoscere un’adeguata autonomia di spesa;
- essere accettata per iscritto;
- ricevere adeguata e tempestiva pubblicità.
Il datore di lavoro conserva inoltre unobbligo di vigilanzasul corretto esercizio delle funzioni trasferite.
Non possono essere delegati la valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del DVR, né la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.
Il comportamento imprudente del lavoratore esclude la responsabilità?
La semplice imprudenza, disattenzione o violazione delle istruzioni da parte del lavoratore non esclude automaticamente la responsabilità degli altri soggetti.
Le norme antinfortunistiche sono dirette a prevenire anche gli errori prevedibili commessi durante lo svolgimento delle mansioni. Il comportamento del lavoratore può interrompere il nesso causale quando introduce un rischio eccentrico o esorbitante rispetto a quello che il garante era tenuto a governare.
La questione deve essere accertata considerando:
- le mansioni affidate;
- le istruzioni ricevute;
- la formazione e l’addestramento;
- la disponibilità e l’idoneità dei dispositivi di protezione;
- la presenza di prassi aziendali tollerate;
- la vigilanza esercitata;
- la concreta prevedibilità della condotta.
Formazione, informazione e addestramento
La formazionedeve essere effettiva, adeguata ai rischi e coerente con le mansioni concretamente svolte.L’attestato di partecipazionecostituisce un elemento documentale importante, ma non è sufficiente quando il lavoratore non abbia ricevuto un addestramento effettivo oppure le procedure siano rimaste soltanto formali.
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025ha ridefinito durata e contenuti minimi dei percorsi formativi previsti dall’art. 37 del D.Lgs. 81/2008 ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 2025.Ministero del Lavoro – Accordo Stato-Regioni 2025.
Nel processo penale non si verifica, però, alcun automatico ribaltamento dell’onere della prova sul datore di lavoro. L’accusa deve dimostrare gli elementi costitutivi del reato; la documentazione aziendale assume rilievo nella ricostruzione degli obblighi adempiuti e delle misure concretamente adottate.
Responsabilità dell’impresa ai sensi del D.Lgs. 231/2001
In caso di omicidio colposo o di lesioni gravi o gravissime commessi con violazione della normativa sulla sicurezza, la responsabilità può riguardare non soltanto le persone fisiche coinvolte, ma anche la società o l’ente.
Se ricorrono i presupposti previsti dall’art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001, di regola nello stesso procedimento vengono esaminate due posizioni distinte: la persona fisica risponde del reato contestato, mentre l’ente può rispondere dell’illecito amministrativo dipendente da quel reato.
L’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 disciplina i requisiti dei modelli organizzativi diretti a prevenire questi reati. Il modello deve essere concretamente adottato, attuato, controllato e aggiornato: la sua mera esistenza cartacea non produce automaticamente effetti esimenti. La disciplina vigente dell’art. 25-septies è consultabile suNormattiva – D.Lgs. 231/2001.
L'esperienza del nostro Studio nella compliance 231

Assistenza prestata dallo Studio
Lo Studio Legale Crispino presta assistenza per:
- difesa di datori di lavoro, dirigenti, preposti e delegati;
- assistenza di RSPP, committenti e coordinatori della sicurezza;
- procedimenti per omicidio colposo e lesioni colpose;
- contravvenzioni previste dal D.Lgs. 81/2008;
- analisi delle posizioni di garanzia e delle deleghe;
- esame del DVR e della documentazione prevenzionistica sotto il profilo giuridico;
- assistenza durante ispezioni, sequestri e accertamenti tecnici;
- nomina e coordinamento dei consulenti tecnici;
- responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
- valutazione e aggiornamento giuridico dei modelli organizzativi;
- tutela dei lavoratori infortunati e dei familiari delle vittime;
- costituzione di parte civile e richiesta di risarcimento.
Domande frequenti sulla sicurezza sul lavoro
No. Occorre accertare una specifica violazione colposa, ilnesso causalecon l’infortunio e la possibilità di evitare l’evento attraverso il comportamento richiesto.
Sì, quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge. Le misure applicabili comprendono prescrizioni, permanenza in casa, collocamento in comunità e custodia cautelare in un istituto penale per minorenni. La detenzione deve rappresentare una soluzione residuale.
No. Il DVR deve essere specifico, aggiornato e coerente con le lavorazioni effettivamente svolte. Un documento generico o non attuato può risultare inidoneo.
No. La formazione è soltanto una componente del sistema prevenzionistico. Devono essere valutati anche addestramento, attrezzature, dispositivi di protezione, organizzazione e vigilanza.
No. In presenza dei relativi presupposti, il lavoratore può chiedere il risarcimento dei danni non coperti dall’indennizzo. L’INAILpuò inoltre esercitare l’azione di regressonelle condizioni previste dagli artt. 10 e 11 del D.P.R. 1124/1965.
Deve adempiere immediatamente agli obblighi di soccorso, sicurezza e comunicazione, evitando alterazioni dello stato dei luoghi non giustificate da esigenze urgenti. È opportuno contattare tempestivamente un avvocato e un consulente tecnico.
Sì. Lo Studio assiste il lavoratore e, in caso di decesso, i familiari della vittima nella partecipazione al procedimento penale, nella costituzione di parte civile e nella richiesta di risarcimento.
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Se sei coinvolto in un procedimento relativo a un infortunio sul lavoro o a una violazione della normativa sulla sicurezza, puoi rivolgerti allo Studio Legale Crispino per una valutazione della vicenda.
Lo Studio assistedatori di lavoro, dirigenti, preposti, responsabili della sicurezza, società ed enti, nonché lavoratori infortunati e familiari delle vittime.